La più romantica delle proposte 2 – La mutazione –

22 Mar

Abbiamo accennato alla bagarre seguita alla notizia del lieto evento, perché in casa nostra una tale notizia ha avuto l’impatto di uno tsunami che una volta ritiratosi ha portato a galla tutte le patologie dei nostri famigliari.. Innanzitutto, all’annuncio che avremmo organizzato una cosa per pochi intimi (dove con intimi si intendono soprattutto gli amici), nostro padre ha accennato un sorriso malinconico e chino è ritornato ai suoi scritti, sì, perché anche a lui è presa la mania dello “scrittore in erba”, sarà periodo… nel suo caso l’elaborato raccoglie le memorie dalla infanzia alla vecchiaia, le quali, come da sua volontà, potranno essere lette solo dopo la sua dipartita, tie!  E poiché nostro padre è tendenzialmente un pascoliniano già immaginiamo quando, quel giorno lontano, leggeremo le sue memorie e ci imbatteremo in un capitolo dal seguente tenore” ricordi ancora quel giorno?  in cui cadeva dal cielo rugiada, tu figliola cara portasti la cattiva novella di non voler al tuo desco chi amore ti diede senza chiedere nulla, le campane suonarono lontane meste facendosi subito sera”. Pertanto, un volta saputo dei nostri intendimenti riguardo gli inviti, nostra madre ci ha accusato di ingratitudine  e di voler negare ad un padre la gioia di invitare al banchetto nuziale i suoi 6 fratelli (e relativi mogli e figli e nipoti…..) e noi che ad auto controllo pecchiamo, siam saltate su a dire“ potessi ciecarmi se faccio quello che dite voi”.   Si è quindi messa in mezzo sorella n. 1, la quale in qualità di sorella più grande dal temperamento reazionario che neppure Metternich, ci ha chiesto la cortesia di evitare di aprire bocca e tirare fiato nel periodo che precederà il matrimonio e infliggere coltellate gratuite ai nostri poveri genitori e che una volta deciso di sposarmi dovevo accettare tutte le vessazioni altrimenti facevo come lei che non si è mai sposata.  Son seguite una serie di notti in bianco, sensi di colpa a iosa – immaginando Freud seduto alla sua scrivania scuotere la testa con aria perplessa – e, infine, la decisione di invitare tutti i parenti (naturalmente dopo aver interpellato il Lemure).  Alla buona novella che si invitava tutti, onestamente ci aspettavamo gratitudine e cotillons per tutti e invece si è verificata una reazione imprevista e cioè i nostri genitori hanno giocato al rialzo e precisamente:  “se non ti sposi in chiesa dai un grosso dispiacere a tuo padre” e noi “ la chiesa no, rischio che mi prende una crisi di panico e ci vomito una volta entrata” (ok la spiegazione non era tra le più razionali) e ancora “se non inviti i cugini toscani non andiamo più in vacanza ad agosto con loro perché ci vergogniamo” e noi “ma chi cazzo li conosce sti’ cugini toscani”  e ancora “almeno due primi e due secondi li devi fare, ti vorrai mica far parlare dietro? Ricordati (leggenda che da anni incombe come una minaccia sulla nostra famiglia) che gli  zii X e Y ancora raccontano che, dopo il matrimonio di Z, si son dovuti fermare all’auto grill per mangiare” e noi “ ma quelli son dei pazzi provocatori ma dopo un pranzo di matrimonio, seppure non eccelso, ti può venire in mente di andare a mangiare “la piadina primavera” all’autogrill? E poi  “facciamolo a Villa Q.” e noi “no, c’ha il salone con i marmi così lucidi che sembra la villa di un camorrista”. Ai discorsi isterici con famigliari e sorella grande, la quale ad un certo punto ha pure proposto il già citato noleggio di un pulmann granturismo per il trasporto di tutto il parentame, è seguito un disperato carteggio, via mail, con sorella n. 2 che in teoria dovrebbe essere quella più vicina a noi per sensibilità ma che, con nostro dispetto, ha dimostrato un accanimento di vedute e opinioni su come doveva essere organizzato il matrimonio,  da sorprenderci più delle reazioni del resto della famiglia. In sintesi nelle mail di sorella piccola dovevamo attenerci alle seguenti regole:

– organizzare una cosa cosi minimalista in modo da non sembrare un matrimonio (e noi perplesse: ma perché negare che mi sto sposando quando effettivamente mi sposo?)

– andare in una delle pseudo trattorie collocate nel quartiere, ex proletario ora  radical chic, dove vive con il suo fidanzato (per capirci nostra sorella è la fidanzata del già menzionato Pisellino e ho detto tutto!)…la nostra risposta: “ scusami cara ma non ho intenzione di portare i miei ospiti in un quartiere dove rischierebbero di trovarsi in mezzo ad una sparatoria tra cinesi e magrebini per il controllo del territorio (facendo riferimento ai più recenti fatti di cronaca)

– indossare una tailleur o una tuta elegante per l’occasione …. Noi sempre più attonite: “perdonami ma non ci siamo, in tailleur ci vado in ufficio e per quanto riguarda la tuta ma ti sei bevuta il cervello? Primo mi fa schifo, è tanto anni 80  e poi starà bene a te che sei alta ma dove ci vado in giro che son 1.58? Mi scambierebbero per sbirulino” e lei senza demordere “ non mi dire che ti vesti da sposa al rito civile?” e noi “fatti i fatti tuoi, sappiamo bene che in fatto di moda sei la solita lesbicona” 

– e ancora senza demordere “dai fallo in una trattoria da noi, ti farebbe emergere da quella plebaglia malata di borghesismo dei nostri parenti”  e noi “falla finita….. scusami tanto ma in trattoria ci vado tutti i sabato sera, voglio  una cosa più da matrimonio con  il classico buffet di antipasti e dolci all’aperto ma lo sai (n.d. O. : detto per pura provocazione) che alla villa del camorrista alla fine passa il carretto con i gelati e le bombette calde alla crema?“ e lei “o dio mio sei  ridicola” (vi ricorda qualcuno?) e noi “guarda che se continui così mi alleo con sorella grande” e lei:“fallo pure ma sappi che stai calpestando tutti i principi che ci distinguevano dal resto della famiglia……dai fallo in una delle trattorie vicino casa” e noi arcistufe “ma scusami tanto ma ste’ trattorie ti danno la percentuale ?” e poi a chiudere la mail “a bella, fatte esorcizzà”.

In tutto questo, il Lemure, inaspettatamente sta avendo una reazione di auto controllo e dignità che neppure il principe Giovannelli Focaccia dopo aver pestato una m@@#a! Proprio l’altro giorno, dopo averci visto enormemente provate per l’ennesima litigata al telefono con nostra madre sui preparativi, ci ha chiamato a sé e con un sguardo tipo trasfigurato di chi sta avendo una visione mistica ed è ormai lontano dalle cose mondane, ci ha detto ”mia cara, adesso hai capito perché non volevo sposarmi…. per tutto quello che puntualmente sta accadendo sotto ai nostri occhi”  e noi frignando “avevi ra – ra – ragione” e lui “ mimmi, sappi che questa è una guerra,  ed io non nessunissima intenzione di farmi coinvolgere, sarei un kamikaze, che sia chiaro da subito: alzo bandiera bianca. Vogliono invitare 200 persone? Le invitassero. Vogliono farci sposare in chiesa? Va bene. Vogliono farmi uscire dalla piscina con la girandola pirotecnica ficcata su per il c##@, mi adeguerò” e noi “ come sei saggio ma come fai?” e lui “sopporto tutto questo perché so che, dopo il giorno delle nozze –che sia chiaro il più brutto giorno della mia vita – sarò sposato con te…”…… TESSORO ^_^

ps: ripensandoci a mente lucida,  o il Lemure è un santo, o sta meditando una fuga alla vigilia delle nozze in qualche località esotica oppure la sta prendendo easy perché sa che tutti preparativi (e i relativi scazzi) sono sulle nostre spalle…forse la terza che abbiamo detto?

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La più romantica delle proposte…..

8 Mar

Prologo

(personaggi : Ossimoro, Lemure e Psicoterapeuta)

Psicoterapeuta: perché non la vuoi sposare?

Lemure: se fosse per me la sposerei pure domani

Ossimoro (fa un saltello dalla sedia e istintivamente mette fuori  i dentini a coniglio a simulare interesse per la nuova situazione venutasi a creare)

Psicoterapeuta: allora cosa attendete? Non è necessario fare un festone, basta volerlo, pochi intimi da invitare ed è fatta.

lemure: allora va bene solo noi, pochi amici e un aperitivo.

Ossimoro: (finalmente rinsavitasi),  scusami caro, mica stiamo firmando un armistizio che devo accettare le tue condizioni e, soprattutto, mica mi stai facendo la carità? Vada per i pochi invitati ma che ci sia almeno un pranzo bucolico in un luogo aprico, eh?

Lemure: si può fare, per me andrebbe bene anche la chiesa purché fuori città (n.d.O. probabilmente l’opzione “fuori città” è stata dettato dal timore che colleghi e parenti potessero andarlo a vedere)

Ossimoro: ma non so, la chiesa sarebbe per me emotivamente troppo pesante da sostenere (neanche fossimo possedute da due demoni e un furetto) pensiamoci……

Lemure: ok, affare fatto.

Ossimoro (guardandosi intorno con sguardo inebetito): allora è vero? (nella sua testa, nel frattempo, un coro gospel di afroamericane in salute si dimena al ritmo di “Jesus loves me”).

Detto ciò, a parte le naturali perplessità del contesto in cui è maturata la decisione, non certo su di una spiaggia al tramonto, non certo sul divano di casa davanti alla tv, non certo su di un tandem a villa borghese (si, conosciamo una ragazza che ha udito la più romantica delle proposte, seduta dietro il suo partner,mentre era impegnata a pedalare su una salita impervia…forse il partner voleva darle la giusta esortazione a non abbandonare la pedalata a suo scapito) bensì il tutto è maturato in un  salottino di psicoanalisi, il che la dice lunga sul grado di pippe mentali di noi e del futuro consorte, salottino tra l’altro di impostazione freudiana, non fosse altro per l’elevata concentrazione nell’aria di particelle tossiche di fumo passivo (ebbene si, per una bieca quanto deplorevole captatio benevolantiae nei confronti della terapeuta tabagista, abbiamo dovuto abdicare alla evidente quanto oggettiva certezza, accertata da tutta la comunità scientifica internazionale, che il fumo passivo è dannosisismo per la salute in nome di non sappiamo quale  veridicità e spontaneità  dell’incoscio),  bè dicevamo che potreste ritenerci finalmente pacificate con noi stesse, e invece no, da quel giorno (nel momento in cui scriviamo sono trascorsi appena 10 giorni)  sono accaduti una serie di eventi da non bastare un solo post, tanto che, in questa prima parte, ci soffermeremo su quello che è accaduto nelle 24 ore seguite alla storica decisione…..basti dire che, in un solo giorno, abbiamo inanellato una serie di gaffe, da mettere seriamente a rischio la promessa di matrimonio e dar da pensare ad un qualsiasi osservatore  che ci eravamo messe di impegno a voler boicottare il nostro matrimonio (mancava solo che il Lemure trovasse un uomo in mutande sul cornicione di casa ed era fatta). Innanzitutto,  subito dopo essere uscite dallo studio della psicoterapeuta e esser rimasti sole con lui, con la nostra consueta delicatezza,ce ne siamo uscite “oh! se per caso dovesse venirti l’istinto di paternità non ti far problemi,  non è che il matrimonio deve essere un pretesto per allungare i tempi…..d’altronde ho 42 anni (esageriamo sempre con l’età quando prendiamo questi discorsi ^_^) e sti’ cavoli del matrimonio, reputo più importante altre cose…capisci a me…” Dopo un tale uscita, il Lemure ha avuto una reazione a dir poco apocalittica, sdegnato e oltraggiato ci ha rinfacciato nell’ordine: che non sappiamo goderci il momento (vero), che come raggiungiamo un obiettivo ne abbiamo subito un altro, ricordandoci al riguardo che non appena acquistiamo i biglietti ryan air per un viaggio pensiamo al prossimo viaggio (verissimo), che siamo “terra terra” e meschine (sul “terra terra” ci si può ragionare, sul meschine no) e che gli avevamo fatto cadere le palle con una uscita del genere (a proposito di chi è “terra terra”). Non ci soffermiamo sulle nostre richieste di perdono, genuflessioni e auto critiche che son seguite, ma una volta riacquistata un po’ di serenità, ecco che in meno di 24 ore,  facevamo una ben più grave gaffe. Si dà il caso che con il Lemure avevamo deciso di dare insieme l’annuncio del lieto evento ai nostri genitori, ma dato che non ci siamo tenere un cecio in bocca, la mattina dopo, ad insaputa del Lemure, abbiamo accennato la cosa a nostra madre (cuore di mamma ^_^),  dando il via ad una serie di telefonate incrociate che hanno coinvolto tutta la famiglia composta da madre, padre e due sorelle, quest’ultime di diversissima indole caratteriale e impostazione culturale ma entrambe già incarognite sulle scelte da fare o non fare per il fatidico giorno (ne parleremo nel prossimo post). Quindi, all’ennesima telefonata fatta da una delle due sorelle, non potendo parlare di fronte al Lemure, abbiamo deciso di inviarle  un sms che si sarebbe rivelato un boomerang ma andiamo con ordine…..Orsù, signor giudice lei sa bene che la scelleratezza non ci è nuova come pure la sfortuna, diciamo che, nell’istante in cui inviavamo a nostra sorella il messaggio dal seguente tenore “mammà è felicissima ma zitta perchè il lemure non lo deve sapere che vi ho informato”,  scelleratezza e sfortuna si son date appuntamento a casa nostra, infatti mentre ancora osservavamo sul monitor del cellulare la bustina del messaggio volar via per l’etere, al contempo, udivamo un suono di ricezione messaggio provenire dal cellulare del Lemure, lì accanto a  noi, il che ci ha gelato il sangue nelle vene…..ebbene si, signor giudice, per uno spietato gioco del destino, abbiamo inviato per errore quel messaggio al Lemure anziché a nostra sorella (il che potrebbe spingerci a fare una digressione sulla trasparenza, ingenuità di noi medesime e sul fatto che siam proprio dei libri aperti ……ok….. anche sulla nostra coglionagine ma non è questo il luogo adatto) ma non paghe di ciò, subito dopo essercene accorte, abbiamo afferrato il cellulare del Lemure e dato inizio ad una sorta di danza della pioggia intorno al tavolo urlando e ridendo istericamente “ o mio dio, non leggere questo messaggio”,  il che, ovviamente, avrebbe incuriosito pure un lobotomizzato  e, infatti, il Lemure ci ha strappato il cellulare di mano e ha letto il messaggio e poi….il silenzio….noi: “O – Dio – mio-, perdonami, giuro che te lo avrei detto che avevo spifferato tutto (vero), tu lo sai che sono un libro aperto, perché non parli, perché non mi rispondi , ti ho forse deluso?  Lo sai che i miei  ci tenevano tanto, si stanno facendo vecchi, potrebbero non arrivare a domani, proprio ieri pensavo che se papà morisse all’improvviso non verrebbe mai a sapere che mi sposo (vero, l’abbiamo pensato), era tanto la foga di dirlo a qualcuno che non ho resistito, parlami ti prego”. Il Lemure con tono duro e asciutto “la cosa che mi ferisce non è la circostanza che lo hai detto ai tuoi, mi offende il fatto che mi stavi coglionando davanti a tutta la tua famiglia….devi sapere che volevo farti una sorpresa, per ovviare alla proposta poco romantica, avevo in mente di dichiararmi davanti a tuoi con un anello perché so che ti avrebbe fatto piacere, ma ora hai rovinato tutto……” e noi tappandoci istintivamente le orecchie” nooooooooooooooo, mi avresti regalato pure il patocco? Perché me lo hai detto, sei cattivooooooooo, o come vorrei non aver combinato questo casino….come si fa a metterei indietro le lancette del tempo?? ”, il Lemure: “non fare la melodrammatica, tu mi stavi coglionando davanti alla tua famiglia e ora che tutti lo sanno, è giusto che lo sappiano anche i miei, ora telefono a mio padre”,  e noi “nooooooooooooo, perdonami, non so perché sto facendo questa serie di gaffe, è come se io stessa volessi boicottare il mio matrimonio, forse , incosciamente, so che non ti merito (…..captatio benevolentiae), non chiamare adesso tuo padre, sei troppo arrabbiato, non rovinare tutto”  Giuriamo che se avessimo avuto le tende a casa, ci saremmo aggrappate ad esse, tanta era la costernazione e il senso di umiliazione. Ma niente, un Lemure particolarmente insensibile e ostinato, ha alzato la cornetta e composto il numero dei genitori per urlare incazzoso al telefono: ciao papà , ti volevo dire che mi sposo, si certo mi sposo, ciao!” riattaccando pesantemente la cornetta. E noi piangendo “sei cattivo, hai rovinato tutto, ora tuo padre cosa penserà di noi???”  Il dramma è andato avanti per un altro po’, fino a quando il telefono ha squillato, era nostra madre la quale aveva chiamato per dirci che il padre del Lemure l’aveva chiamata poc’anzi, felicissimo e entusiasta e noi attonite abbiamo chiesto se non avesse per caso accennato al tono incazzoso del Lemure ma per tutta risposta nostra madre è caduta dalle nuvole dicendo che le era sembrato l’uomo più felice del mondo…..Ad un tratto, l’epifania, le origini umbre del padre del Lemure rendevano tutto più chiaro: quanto i campani ( le origini di patimo) son caratterizzati da un tono di voce cantinelante e gioiosa, gli umbri al contrario tendono spesso e volentieri ad esprimere le cose più banali in maniera collerica (magari facendo uso della bestemmia). Alla luce di ciò, abbiamo capito che il tono incazzoso del figlio al telefono, non gli doveva aver fatto particolare impressione, tenuto conto dei consueti dialoghi asciutti e senza fronzoli dei due …a quel punto abbiamo iniziato a ridere , coinvolgendo nella risata anche il Lemure e contribuendo a riportare il sereno tra noi. Va detto, però, che quella sera eravamo ancora ignari di quello che ci attendeva nei giorni successivi, accenniamo solo alla circostanza che, in meno di tre giorni dall’annuncio, si era passati dall’ipotesi di un pranzo di trenta invitati alla proposta di prendere in affitto un pulman granturismo….. e abbiamo detto tutto!

La controversa vicenda del farmacista innamorato

20 Feb

Vi capita mai che vi venga per la testa un pensiero totalmente assurdo che ragionandoci sopra non gli si dia alcun peso anzi lo si neghi del tutto ma non c’è niente da fare, perché il pensiero bislacco cresce, diventa completamente autonomo dalla propria volontà tanto da sembrare appartenere a qualcun altro e non a voi stessi? E’ come quando, per buona creanza, gentilezza d’animo e  senso civico, giudichiamo qualcuno come una persona piacevole e adorabile ma, al contempo, un pensiero perverso si fa strada e come una insegna al neon fluorescente inizia a lampeggiare con su scritto” “però che scorfano che è” mentre la ragione continua a dirci: “ ma che c’entra l’aspetto fisico? Di fronte a te c’è una persona formidabile” e il pensiero autonomo “sarà pure una bella persona ma c’ha un capoccione che sembra un idrocefalo!”   E via con il senso di colpa per quel pensiero che sembra esser stato partorito da qualcun altro e non da noi…..Tutto ciò per dire che  è da un paio di mesi, da quando frequentiamo la farmacia sotto casa nostra,  che si è affacciato nella nostra testa la strenua convinzione secondo la quale il farmacista calabrese allampanato di mezza età si è innamorato di noi,  il che non ha assolutamente senso! Probabilmente questo pensiero bislacco è nato perché il farmacista, ogni volta che andiamo al negozio o passiamo lì davanti, ci guarda con una certa determinazione ma è pur vero, diciamo noi,  che se uno ha gli occhi ce li ha  per guardarsi intorno e non necessariamente per innamorarsi di tutto ciò che viene catturato dalla sua retina. Se , quindi, la logica ci dice che certamente il farmacista non è innamorato di noi, come noi d’altronde non lo siamo di lui (sfido chiunque ad innamorarsi di un farmacista allampanato di mezza età che somiglia incredibilmente a Lurch della famiglia Addams con la differenza che il maggiordomo smunto non ha il forte accento aspirato di Vibo Valentia), allora perché ogni volta che entriamo in farmacia sentiamo avvamparci dall’imbarazzo, evitiamo di incontrare il suo sguardo, cerchiamo di non farci servire da lui  e  facciamo le sciroccate come quella volta che siamo corse via subito dopo aver pagato, dimenticando al bancone la medicina appena acquistata tanto da costringere il farmacista a correrci dietro? Il perché è presto svelato, come varchiamo quella soglia, il nostro cervello inizia a farsi film sul genere  “povero uomo sarà senz’altro un vedovo che vorrà  sistemarsi con una brava ragazza come me,  perché io con questa faccia smunta da dopo lavoro, gli occhi cerchiati e i capelli neri con la riga in mezzo do’ proprio l’idea della zitellina a modo  dalla bellezza sfiorita che attira i vedovi calabresi di mezza età come il miele con le api”.Ok, non ha senso!! Ma la colpa non è nostra, tenuto anche conto che non siamo quel genere di donna narcisa e megalomane che pensa che tutti quelli che la fissano le vanno dietro. Comunque, una delle ultime volte che ci siamo recate in farmacia per acquistare lo shampoo al Lemure, la nostra testa ha partorito un pensiero di inenarrabile tristezza che è più o meno il seguente:” dirigiti vagamente verso l’assistente, perché non puoi chiedere al farmacista lo shampoo Hegor fortificante, gli daresti un grande dolore perché capirebbe che ti accompagni ad un uomo e per giunta un uomo che inizia ad avere i primi problemi di calvizie”. Gesù, sta’ cosa dovevamo confessarla a qualcuno,  per ragionarci a voce alta e, al contempo, prendervi le distanze. Chi poteva essere miglior interlocutore se non il Lemure stesso? Pertanto, una volta spiegatogli  “l’inspiegabile” (dobbiamo riconoscergli che oramai è avvezzo ai nostri estemporanei quesiti surreali e/o iperrealistici, tipo: “come si formano i laghi carsici?”). Dopo un primo momento di smarrimento, al quale abbiamo cercato di porre rimedio spiegandogli che non c’era nulla tra noi  e il farmacista, che non eravamo innamorate di lui (come d’altronde potersi innamorare di un farmacista allampanato di mezza età che somiglia incredibilmente …..vedi sopra) e né lui era innamorato di noi, il Lemure all’improvviso ha fatto un saltello su stesso e emesso un gridolino di chi ha capito tutto, dando la seguente spiegazione:”  te credo che ti fissa, non hai notato che c’ha gli occhi che gli escono dalle orbite, poverino credo che abbia un problema alla tiroide, ahhhh ahhh” e pure noi già a ridere  “o dio mio, mi sa che hai ragione, ho frainteso i suoi occhi fuori dalle orbite, ma io lo dicevo, figurati se potevo piacergli ….ahhh ahh” e il Lemure “ma infatti, ahhh ahh”

Ps. Giuriamo che in tutto quel ridere, in una remota parte del nostro cervello è apparsa la solita inaspettata insegna al neon “il farmacista c’avrà pure gli occhi pallati ma l’idea che fosse innamorato di te la dava eccome!”

 

Scrittori in erba…

7 Feb

Che alcuni degli amici del Lemure siano un tantinello sopra le righe l’abbiamo sempre sospettato ma le nostre perplessità vengono puntualmente minimizzate dal Lemure stesso con affermazioni rassicuranti del tipo “ ti sbagli si tratta solo di un ragazzo particolarmente brillante”. Tanto per farci capire, ci sono  tre suoi amici che, non pur non conoscendosi tra loro  (e questa la dice lunga sulla dose di responsabilità che il Lemure ha nella scelta dei suoi amici eccentrici), hanno iniziato a mostrare, straordinariamente all’unisono, velleità di scrittori, con annessi atteggiamenti, questi preoccupanti, di chi è convinto che frotte di case editrici stiano già facendo la fila per accaparrarsi i diritti per la pubblicazione delle loro opere. Ma andiamo con ordine e cerchiamo di esaminare psicologia e attitudini dei tre che chiameremo per semplificare: Romoletto (di cui già parlammo), il Rugbista e il Pisellino. 

Già dicemmo che Romoletto poteva definirsi un “rozzo vintage”, una sorta incrocio tra Alberto Sordi e Bruce Willis, l’action man de’ noantri (qualcuno giura di averlo visto nei quartieri periferici della capitale a fare parkour) che fa strage di americane decerebrate ed è capace di inchiodare alle sedie per ore il malcapitato di turno nel tentativo di spiegargli le sue teorie politico/economiche che vanno dalle tribù italiche ai cavalieri della tavola rotonda, dai massoni agli ufo (giuriamo che non poco tempo fa fece una telefonata al lemure solo per dirgli che pareva ci fossero prove inconfutabili che a scrivere la bibbia fossero stati gli ufo).

Passiamo, quindi, al Rugbista, cosi denominato per la stazza ma che il Lemure ha definito in più occasioni ”l’intellettuale del gruppo” (dove per gruppo si intende una cerchia di suoi vecchi amici). A dire il vero,  quando lo conoscemmo per la prima volta, tutto ci sembrò tranne un intellettuale…… o meglio fisicamente poteva ricordare Franchino (ve lo ricordate il poeta hippie con l’ascella assassina che Fantozzi incontra durante una vacanza e del quale si innamora perdutamente la Pina?) ma per linguaggio e gestualità richiamò alla nostra memoria la nomea degli scaricatori di porto di Marsiglia; a favore della sua fama da intellettualoide gli va riconosciuta la passione per la fotografia, una curiosità smodata per il cinema (va a vedere una media di tre film a settimana) e un debole per l’architettura e il design moderno che gli fa proferire esclamazioni pittoresche quali: “ahoooooooo, porca tro#a, che si vada a far fott### quel  nano de merd# de b#####, questa è na’ sedia de Le Corbusier!”

Ma se i primi due appartengono alla categoria dell’Homo Faber (per capirci: l’ominide che si posiziona nella scala evolutiva tra l’uomo di Neandertal e l’Homo sapiens ) il Pisellino è tutt’altro, è una sorta di Peter Pan, intrappolato nel mondo che non c’è, che si auto definisce democratico e di sinistra ma che ha una spocchia che neppure ad un raduno di nobili decaduti del casato di Sassonia…… per capirci ti umilia con uscite:”questa pizzeria dove mi hai portato è assolutamente ri – di – co – la” scandendo bene l’aggettivo denigratorio tanto per essere chiari sullo sdegno procuratogli per averlo portato in una locale la cui ultima ristrutturazione risale alle metà degli anni 80 e il cui proprietario conserva tutte le abitudini di quella scellerata epoca e cioè gigantografia appesa al muro della figlia immortalata nel giorno delle nozze con abito meringa eighties, perlinato in legno alle pareti e cameriere ottuagenario zoppo con riporto. Ma perché lo pseudonimo di Pisellino? Non certo per questioni allusive, lo abbiamo così denominato per ragioni di opportunità e di privacy, perché lui, assieme ad altri sfrenati, si auto definisce davvero con il diminutivo di un ortaggio (simile al pisello) che sta ad indicare i seguaci di una sorta di guru che ha appunto il cognome di quell’ortaggio. Tale guru è uno psichiatra/ intellettual/regista/architetto piuttosto famoso nell’ambiente cialtrone/radical chic di tutta Italia (tra i suoi seguaci sembrerebbero esserci noti esponenti della sinistra radicale). Pertanto, potete immaginare come il Pisellino vada girando considerandosi il detentore della verità assoluta e considerando tutti gli altri degli ottenebrati che non capiscono, perché solo lui e gli altri Pisellini, conoscono la verità, amano e sanno circondarsi di bellezza in mezzo a tanta prosaicità….. vuoi mettere andare in una trattoria verace, ristrutturata secondo i rassicuranti criteri radical chic del finto povero, che ti fa pagare la coda alla vaccinara 30 euro a porzione? O vuoi mettere farsi servire un cono di gelato dalle mani di un gelataio/filosofo (noi:” guarda che il gelataio/filosofo ti ha fregato sul resto” e lui: ” e che ci vuoi fare, il signore – che ha la  l-a-u-r-e-a  in  f-i-l-o-s-o-f-i-a – avrà fumato qualcosa che lo avrà reso un tantinello paranoico” …… “°_°” ).

Insomma per ritornare alla passione che accomuna i tre, c’è Romoletto che, in questo momento,  è preso dalla stesura di un saggio di politica economica finalizzato a dimostrare le interconnessioni tra la massoneria e l’attuale situazione politica,  con telefonate al lemure:” ah bello, tu che mi sei particolarmente ferrato in politica monetaria mi devi supportà su sto’ progetto davvero importante……no, me devi ascoltà, nun te buttà giù, tu all’esame de’ politica monetaria li hai sfonnati tutti, nun m’abbandonà ” (n..d O. i due si sono conosciuti alla facoltà di economia). Poi c’è  Il Rugbista folgorato dal viaggio Israele dove  è andato in viaggio di nozze e dove, per la gioia della neo sposina, si è messo a scattare migliaia di foto al deserto del Negev, tanto che ora sta lavorando ad un libro fotografico con commenti che, a suo dire, presto pubblicherà… ma non è finita qui! Abbiamo assistito ad una sorta di mutazione antropologica del medesimo, il quale si è così appassionato ad Israele che alla cena di Capodanno si è presentato parato come fosse un lavoratore di un Kibbuts con la differenza che, nei Kibbuts, la temperatura oscilla tra 20 e i 40° diversamente dalle nostre temperature invernali . Tanto per capirci, a quella cena si è presentato con camicia di lino  sbottonata e pantaloni con tasche laterali verde militare! Inoltre, dalla testa gli ricadevano scompigliati riccioli di capello rosso a profusione, facendoci trasecolare non poco, abituate come eravamo a vederlo rasato tanto da non sospettare che fosse di quel roscio accesso come il gatto dispettoso di una nostra amica. Insomma era così preso dal ruolo di filo israeliano che, non solo quando qualcuno di noi ha accennato alla problematica dei territori occupati è stato azzittito in malo modo (“porc# tro## , ve siete fatti fregà dalla propaganda filo palestinese, nun’ ce cascate…..”), ma ci ha costretto per tutta la sera, ogni volta che si levava un calice, a esclamare “le chaim” o qualcosa del genere. E infine arriviamo all’opera di Pisellino, questi è impegnato niente poco di meno che alla stesura di un romanzo erotico che ha come tema l’opus dei, una sorta di romanzo denuncia che, a sentir lui, scuoterà le fondamenta del vat###. Che dire…. tutto questo sforzo intellettuale è di per se’ apprezzabile ma diviene inquietante quando alcuni di questi scrittori si incontrano per strada e ti liquidano dicendoti “ora vado perché devo lavorare al mio libro” e ti accorgi guardandoli allontanarsi che hanno già iniziato ad assumere il colorito e la postura dell’artista maledetto che vive in una soffitta senza riscaldamento e che prima o poi sarà stroncato dalla tisi. Mon dieu!

 

 

Hello world!

18 Gen

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13 Ott

Una inaspettata alleata (o come interpretare alcuni indizi a proprio favore)

Domenica scorsa si è svolto il matrimonio dell’amico del Lemure. Dobbiamo ammettere che la giornata è stata piacevole e ricca di spunti; neppure a farlo apposta la location era particolarmente shabby: direttamente in riva al lago, con lanterne, cuscini disposti sul prato, fascine di fieno a mò di seduta. Sfortunatamente il matrimonio poteva essere ancora più shabby ma quando i proprietari della tenuta hanno proposto allo sposo, per sole 200 euro in più rispetto al prezzo pattuito, un allestimento romantico con gabbiette bianche per uccellino appese agli alberi, lo stesso gli ha fatto capire che non era aria  (agli amici ha poi detto che sapeva lui dove dovevano mettersele quelle gabbiette..) Detto ciò, non possiamo tacere (anche con il rischio di apparire delle paranoiche) che, nel corso della giornata, ci è sembrato di cogliere dei segnali / messaggi più o meno monotematici che sembravano proprio diretti a noi, tanto che ad un certo punto abbiamo pensato che qualcuno dei presenti avesse letto il nostro ultimo post sul matrimonio. Sorvolando sul fatto che al momento del lancio del bouquet circa 1/3 degli invitati  faceva il tifo per noi  e che lo sposo si era piazzato strategicamente dietro le nostre spalle con l’intenzione di sollevarci e favorirci nella presa dei fiori (nonostante tale aiutino, niente da fare, le solite focomeliche), non possiamo non soffermarci sullo strano comportamento della psicologa del Lemure. Si, perché finalmente è avvenuto il tanto temuto incontro. Eravamo in chiesa, la cerimonia doveva ancora iniziare, lo sposo smadonnava contro la sposa per il ritardo “questa se’ deve mette’ in testa che non può fa’ così” e una bella e distinta signora faceva per calmarlo “fai un bel respiro, caro” (ricordate che lo sposo/rugbista ha problemi nella gestione della rabbia?).  Nel mentre il Lemure, che se ne stava accanto ai due, ci ha fatto cenno di avvicinarsi. Naturalmente abbiamo capito chi fosse la signora che ci voleva presentare e quindi, dopo aver rivolto uno sguardo timoroso verso l’altare di chi cerca di ingraziarsi gli dei, ci siamo dirette verso di loro. Una volta lì, la Signora (o gesù da come la chiamiamo sembriamo una delle pastorelle di Fatima), tanto per non metterci in imbarazzo, ha accostato il viso vicinissimo al nostro e ci ha detto “ma fatti guardare bene”, a quel punto noi abbiamo risposto istintivamente con un sorriso forzatissimo a sette ganasce come quello degli scimpanzé quando gli fanno una foto (ok non avete presente quando agli scimpanzé gli fanno una foto e gli esce quel sorriso tirato quasi feroce? No? vabbè abbiamo scelto il paragone sbagliato). Nonostante l’inizio da panico e l’allontanamento del Lemure (carogna!) perché chiamato a svolgere le funzioni di testimone, siamo rimaste sedute accanto alla psicologa. Nel corso della cerimonia,  la psicologa ha inziato a dirci un sacco di cose ….purtroppo all’orecchio destro, quello  sordo (è la nostra personale legge di Murphy, possiamo stare sicure che la probabilità che una persona che non conosciamo bene si posizioni alla nostra destra è elevatissima) tanto che siamo state costrette a far finta di capire e ad annuire con aria ebete… ma poi abbiamo pensato che sarebbe potuto essere imprudente farlo con una psicologa (avrebbe potuto chiedere “lei ha mai sognato di uccidere sua madre? “ e noi ebeti facendo finta di capire: “si certo, eccome no!”) e quindi le abbiamo sussurrato con una disinvoltura inconsueta “parli più forte perché nun ce’ sento da sta’ parte”. Ha proseguito raccontandoci che con il Lemure ha impostato una analisi molto profonda, che lo conosce da anni (neanche fosse una suocera che vuole subito mettere in chiaro chi sia la persona più importante per lui) e che (fissandoci negli occhi) l’analisi fa bene a tutti (scadendo le parole) ma proprio a tutti (e vabbè faceva prima a tirare fuori il taccuino e fissarci un appuntamento tanto erano chiarissime le sue intenzioni di volerci come pazienti) Ma non è finita, a metà della cerimonia se ne è uscita con un “il matrimonio lo ritengo molto importante, un passaggio fondamentale nella vita di ciascuno di noi, non credi? “. A quelle parole ci è sembrato di udire le note dell’Alleluia provenire dall’alto del coro della chiesa  e noi come delle invasate: “e lo dice a me? Glielo dica un po’ lei a quello lì” indicando il Lemure che intanto dall’altare ci guardava con aria sospetta. Una volta conclusa la cerimonia (da segnalare che lo sposo è stato polemico con la sposa tutto il tempo, tanto che lei, ad un certo punto esasperata, gli ha dato un buffetto sulla testa), il Lemure si è offerto di accompagnare la psicologa a casa e lei molto carinamente ci ha invitato ad entrare per mostrarci dove “lavora”. La casa era splendida, il salottino anni 30 dove fa terapia ci e’ sembrato così accogliente, tanto da avere voglia di sedersi sulla poltroncina e svuotare subito il sacco: “dunque son figlia di madre ansiosa e padre con la tendenza a umiliarmi di fronte agli altri, mi è presa la frenesia di impalmare il Lemure, mi dica dottoressa i fatti coincidono e, sopratutto, son un caso grave?” Al momento dei saluti la psicologa ci ha detto che avrebbe fatto volentieri una chiacchierata con noi insieme al Lemure (insomma ci stava proponendo una terapia di coppia),  noi abbiamo risposto affermativamente tenuto anche conto che era da un po’ che sta cosa ci incuriosiva (Il Lemure non ha mai fatto mistero delle proprietà benefiche di una seduta di coppia). Dunque, se i riferimenti al matrimonio da parte della psicologa si potevano capire perché il Lemure doveva senz’altro averle parlato di noi e della nostra frenesia sull’argomento meno si capisce il dialogo che abbiamo avuto con lo sposo al termine della giornata, tenuto conto che il Lemure con gli amici non si fa scappare mezza parola su di lui e chi gli sta attorno, di questo ne siamo certe. E’ quindi successo che lo sposo, piuttosto sbronzo, ci si è avvicinato dicendoci che ci aveva osservato per tutto il tempo e che il nostro comportamento gli era tanto piaciuto, noi “che vuoi dire? scusa non eri impegnato a sposarti?” e lui “io ho visto tutto, (strizzandoci l’occhio) sono contento che hai conosciuto la dott.ssa X , è la saggezza fatta persona, affidati a lei…e non dico altro…” e noi “ che vuoi dire, per cosa mi devo affidare a lei?” lui :”capisci a me, immagino che tu come  quella straccia BIP!! di S. (n.d.O. la moglie) vuoi una cosa sola, e dai è il sogno di tutte voi!” e noi “ no hai capito male, mica mi frega niente del matrimonio (ok lui non ha pronunciato la parola matrimonio, l'ho detto io, sarà stato forse un trabocchetto?), figurati , proprio non me ne importa, l’importante è che ci si vuole bene (si come no, sarebbe stato divertentissimo se un sadico in quel momento avesse potuto mandare il filmino di noi, questa estate, in canotta e mutande davanti all’ipad intente a sbavare sui forum dei matrimoni “ si la confettata siiiiiii”) e lui “ non ci credo, comunque dai retta a me, affidati affidati a lei vedrai che non te ne pentirai” e nel dire questo si è allontanato da noi, fissandoci e camminando a gambero, ci sembrava di stare in un film di Fellini,  noi atterrite immobili perché piantate (nel senso vero della parola) con i tacchi stiletto nella terra (Gigiii dove sei? Me’ devi veni’ a spiantare) a guardare allontanarsi all’orizzonte colui che sembrava mandarci dei segnali ambigui ma al contempo suadenti “affidati, affidati a lei"(mancava solo la nebbia come nei film felliniani). Cosa avrà mai voluto dirci? L’amico/rugbista pensa semplicemente che affidandoci alla psicologa potremmo capire quello che vogliamo veramente dalla vita oppure voleva dirci che la psicologa era dalla nostra parte e glielo aveva detto? (ok, non è molto professionale che la psicologa spettegoli di noi con lui ma se per questo non è neppure professionale, da quanto ne sappiamo, prendere in cura l’amico di un proprio paziente  -come ha fatto con l’amico del Lemure – o avere comportamenti famigliari con i propri pazienti – sembrava la vera madre del Lemure-  ma il Lemure ci ha rassicurato su questo versante, sostenendo che la sua analista è a livelli così alti da potersi permettere, se solo lo volesse, di avere in analisi tutto il parentame, ma!). Chissà,  comunque sia, la cosa si sta facendo interessante, già ci vediamo nel suo salottino anni 30 a fare quello che ci viene meglio e cioè sparlare di noi (e sì, perché sono una inetta, una incapace, papà me lo diceva sempre che ero una buona a nulla e quest’uomo mai mi sposerà… scusi, posso soffiarmi il naso su questa salviettina?).

6 Ott

Svariati matrimoni e una faccia da funerale

Spiace ammetterlo ma tutto quello che ritenevamo agghiacciante nel comportamento di quelle donne che vogliono farsi impalmare a tutti i costi, lo stiamo mettendo in atto con una solerzia e un tale metodo da far pensare che lo spirito di una donna morta nubile si sia impossessato di noi. Oramai siamo arrivate alle classiche minacce “ o mi sposi o ci lasciamo”,  “non abbiamo progetti di vita insieme”,  “non progrediamo” con alcune varianti “ guarda che non mi importa di diventare tua moglie, non muoio dalla voglia di pagare la tassa dell'immondizia raddoppiata, ma ti prego fammi organizzare un matrimonio shabby chic"”  o anche: “cosa ti importa? pago tutto io, vieni, fai due saluti e te ne vai”. Va detto che la cosa più incredibile è che il Lemure non cede neppure di un millimetro, che è una cosa più unica che rara; abbiamo visto fior di ragazzoni (che a incontrarli di notte li scambieremmo per degli stupratori di suore) cedere alle fidanzate e arrivare all’altare storditi con un sorrisone ebete stampato in faccia! Il tapino, invece, continua a dire che ci sposerebbe in Comune ma senza alcun tipo festa (tra l’altro con mezzi espressivi non particolarmente consoni all’occasione gioiosa e cioè: “caz@#  ti sposo in Comune e non mi  i rompere più i co@#ni), perché, a sentir lui, il burattino non lo vuole fare, specie per i nostri parenti….che poi parla senza sapere, sottovaluta ad esempio le doti di zio Olindo, la cui fama di oratore surreale ha oltrepassato i confini del parentame stretto, ancora tutti ricordano quando al matrimonio di un cugino esordì “in questo giorno nefasto” (n.d.O. voleva dire “fausto”) e poi: “un brindisi a Margareth!!!” (la sposa si chiamava Jane e Margareth era la ex fidanzata del cugino) e zio, dopo avergli fatto notare la gaffe: “ e che ci posso fare se se le prende tutte straniere!”. Che poi avremmo anche rinunciato al rito cattolico (sebbene ci dispiaccia perché, dal punto di vista antropologico, lo consideriamo parte della “cultura” con la quale siamo cresciute nel bene e nel male). Non solo, aborriamo quel tipo di cerimonie pompose e tamarre ma non è servito a tranquillizzarlo, gli abbiamo detto che come bomboniere avremmo regalato semi di papavero e saremmo arrivati in Comune su un tandem, noi con una veletta in testa e lui con i calzini colorati ma ha iniziato a dire che gli sposi in genere, compresi quelli shabby (cattivo!), gli sembrano dei poveracci. Che poi già immaginavamo il tema della festa, quello di “Alice nel paese delle meraviglie”; avremmo appeso ai rami degli alberi: teiere, tazzine, carte da gioco e orologi, avremmo spedito partecipazioni con il disegno ottocentesco di Bianconiglio con l’orologio nel taschino, avremmo allestito l'angolo delle fote buffe e, verso l'imbrunire, avremmo fatto volare via colorate lanterne thailandesi..figurarsi, giù a dire che mai si presterà a’ sta pagliacciata. A complicare le cose ci si è messa quella che oramai possiamo chiamare “la nostra droga” e cioè i forum delle spose shabby chic, ora capiamo cosa significa avere una dipendenza. Non possiamo più staccarci da quelle pagine di vaniloqui ipnotici piene di idee, lavori, foto meraviglioooose. Certo ogni tanto ci imbattiamo in alcune pazze esagitate, quelle stesse che si chiamano tra loro "amore", "caramella", “oggi ho tanto pianto perché il mio futuro marito (FM in gergo) non approva la mia palette” (palette sta per gradazione di colori che ispirerà la cerimonia). La cosa straordinaria è che tali femmine in preda all’ormone ipercinetico da matrimonio, come prese da un raptus, cambiano registro nel giro di pochissimo, passando da "addoro la confettata" a delle vere e proprie invettive contro chiunque sembra ostacolare il loro obiettivo, come ad esempio,  quella “zoccola” della cugina che si è permessa di acquistare lo stesso paio di scarpe che la sposina calzerà il giorno delle nozze e non è finita! non ci sarebbe verso di far ragionare la cugina (però che canaglia)  che sembrerebbe resistere alle minacce più crudeli (come allontanarla da tutto il parentame). E allora tutte le altre giù a consolare la sposina con cose puerili tipo: " tua cugina è gelosa di te”, “perché noi sposine dobbiamo stare al centro dell’attenzione” e “qualsiasi cosa succederà ricordati che tu sarai fiore e tua cugina un cesso” (ma cosa ne sanno, magari la cugina ha il profilo della Portman e la sposa le gambe tracagnotte di un pastore sardo). A dirla tutta, da questi dialoghi forsennati emergerebbero aspettative sul giorno delle nozze così spropositate da far venire l’angina pectoris per ansia da prestazione anche a chi, come noi, non si sposerà mai. Nonostante ciò, niente da fare, lobotomizzate davanti all'ipad…
Questo è il quadro generale ma la botta finale al nostro stato d’animo è stata inflitta dall'imminente matrimonio dell’amico di Lemure (per intenderci uno di quelli con i tratti da rugbista che di notte, nello svoltare un  angolo, ti prenderebbe un colpo a trovartici faccia a faccia). Quando l’abbiamo saputo, accecate dalla gelosia, abbiamo detto al Lemure  che, se ci fossimo recate alla cerimonia, non avremmo  risposto delle nostre azioni. Vabbuò stavolta l’abbiamo sparata grossa,quale ritorsione potremmo mai adottare per convincerlo a cambiare idea?  Forse strappare in malo modo il bouquet alla sposa e fuggire via con il testimone dello sposo? Prendere in ostaggio uno degli invitati e puntargli alla gola il coltello del pesce? Legarsi un masso alla caviglia e minacciare di gettarci a lago? (la cerimonia si svolgerà  sulla riva di un lago) Naturalmente il Lemure si  è un attimo incupito di fronte alla prospettiva “Ossimoro dà di matto”, pertanto,  lo abbiamo immediatamente rassicurato dicendogli che stavamo scherzando (si come no…..) mentre ci balenava nella mente l’ipotesi “vendetta più sottile” anche definita “come instillare nella vittima un forte senso di colpa” e cioè adottare la modalità “angioletto che se ne sta in un angolo in chiesa con occhioni sgranati e lacrimosi, abbinato a naso rosso di chi trattiene a stento singhiozzi di dolore ”.   Bene questa poteva essere una soluzione (sebbene quella canaglia del Lemure abbia un altimo livello di resistenza al senso di colpa) e invece è tutto saltato quando il Lemure ci ha dato la notizia che alla cerimonia in chiesa avrebbe assistito anche la sua piscologa (per intenderci colei che per il Lemure è l’archetipo della madre, l’unico persona che, a nosto avviso  abbia davvero influenza su di lui), visto che anche lo sposo è un suo paziente (sembrerebbe per una questione di mala gestione della rabbia …..e questo spiegherebbe il perché a incontrarlo di notte ci si metterebbe paura). Abbiamo capito, pertanto, che non è aria di metter su il muso perché quella donna ci squadrerebbe per tutto il tempo e analizzerebbe ogni singolo gesto……e poi, ammettiamolo, quella donna ci fa più paura dell'herpes zoster, con tutti quegli anni di studio e di analisi avrebbe tutti gli strumenti per vivisezionarci (peggio di una suocera) e capirebbe immediatamente che siamo una scheggia impazzita potenzialmente dannosa per la salubrità mentale del suo adorato archetipo di figlio. Alla luce di quanto sopra esposto, si dà il caso che dovremo ricacciare indietro le lacrime, cinguettare e ridere per non far trapelare che siamo sull'orlo di una crisi di nervi e che, più di tutti gli invitati messi assieme, avremmo urgente bisogno di un imprecisato numero di sedute di analisi. A tal proposito, sospettiamo che se non avessimo una famiglia alle spalle saremmo finite sotto i ponti a spingere un carrello della spesa con in testa un velo di tulle sporco e stropicciato, vaneggiando del più bel matrimonio shabbichicoso che ci sia mai stato, il nostro! ….ovviamente i barboni accanto bisblierebbero tra di loro "diamole ragione, poraccia se lo è solo immaginato" (bonjour ristesse).